Il Settebello non si rialza
Passa anche la Romania
Seconda sconfitta dopo quella contro
gli Stati Uniti: ottavi di finale a rischio
Il tecnico Campagna: ci credo ancoraROMA
Il Settebello affoga e dice addio all’accesso diretto ai quarti di finale, la Romania festeggia invece un’impresa contro una nazionale, quella azzurra, dalle grandi tradizioni.
Davanti agli occhi attenti dei fidanzatini del nuoto italiano, Federica Pellegrini e Luca Marin, e a quelli dell’appassionato doc, Nanni Moretti, l’Italia di Sandro Campagna rimedia il secondo ko di fila ai Mondiali di Roma09 (e anche diversi fischi dai suoi tifosi, da dividere probabilmente anche con gli arbitri) e vede compromettersi il cammino verso quella medaglia iridata che manca ormai da sei anni. Non sono bastati il calore dei cinquemila accorsi a sostenere gli azzurri e la grande partenza di Calcaterra, non in giornata di grazia, e compagni per portare a casa il primo successo in questo mondiale.
Gli azzurri volano sul 3-1 e pensano di aver già la partita in tasca, ma la Romania gioca una partita maschia, forse troppo, con due espulsioni simultanee per reciproche scorrettezze, e Aicardi e Buonocore ci cascano con tutte le cuffiette. L’Italia si innervosisce e comincia a sbagliare tutto in superiorità numerica (3/10) e permette ai romeni di rientrare in partita sul 3-3, complice anche qualche fischio arbitrale molto discusso. «Abbiamo sprecato troppo - ha spiegato Felugo - Ancora una volta potevamo chiudere la partita e non l’abbiamo fatto. Certo gli arbitri non ci aiutano, questo lo sapevamo anche se non deve essere un alibi. Serve un pizzico di esperienza in più a questi livelli».
Il Settebello comincia comunque avanti l’ultimo tempo (5-4), ma tutti i meccanismi offnsivi si inceppano definitivamente e gli azzurri non trovano più la via del gol. I romeni ci credono e a un minuto dalla fine trovano la rete insperata della vittoria, che rischia di buttare in acqua le ambizioni della squadra di Sandro Campagna.
«Nulla è ancora compromesso - spiega il ct a caldo - la qualificazione è fattibile e poi vediamo chi ci capiterà agli ottavi (probabilmente sarà la Serbia). C’è tanta strada ancora da fare, battiamo la Macedonia e poi vediamo». Nessuna polemica sugli arbitri da parte del ct, che però ammette: «Certo hanno cambiato metro durante la partita», mentre lo stesso Tempesti smorza le polemiche accese da Felugo. «Lasciamo stare gli arbitri, impariamo dai nostri errori e cerchiamo di crescere. Il nostro torneo non è finito qui».
In una serata da dimenticare, da salvare solo la fase difensiva, la faccia buona della medaglia è che tutto resta ancora possibile. Il primo posto resta un discorso a due tra Stati Uniti e Romania, agli azzurri non resta che battere la Macedonia (ma anche un pareggio può bastare) per agganciare quel terzo posto che vale comunque la qualificazione. Non un bel modo per cominciare questi mondiali di casa, il tempo per recuperare c’è ma non si può sbagliare ancora.